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Maria José Leon Soto

( Diario Flamenco, 28 maggio 2009 )

I Saggi di fine anno ... chi li ha inventati ?

Tutte quelle maestre e quei maestri un po’ nervosi, con i calli alle mani a forza di dare palmas, che più che tenere il ritmo tentano caparbiamente di far entrare il ritmo nelle orecchie delle loro allieve ... e provano in continuazione perché le prove non sono mai abbastanza ... che cercano vestiti da flamenco, trafficano con orecchini, fiori, scialli e scialletti ... Urgente! Manca un ventaglio rosso! E sempre, all’ultimo momento si ammala proprio chi conosce a menadito la coreografia e su cui tutte le altre compagne contavano ...
Quelle povere maestre guardano le allieve che ballano, e sanno che oramai non c’è più tempo per migliorare, che fino a quel punto è stato possibile arrivare ... e vorrebbero possedere una bacchetta magica perché i risultati potessero essere consoni alla volontà e alla passione che animano le loro allieve ... E intanto si chiedono : ma io so insegnare?
Però bisogna andare avanti, e tirare fuori il meglio da tutti, incoraggiare, rallentare un po’ il ritmo qui, aumentare un poco lì ... e cercare di infondere fiducia, e fare in modo che non soffrano, perché è vero che stanno male ... Quelle povere allieve che hanno studiato per tutta la durata del Corso, e arrivano a lezione dopo una giornata carica di lavoro, famiglia, problemi, e che a lezione scaricano tutte le tensioni e acquistano un po’ di autostima ... studiano cose difficili, perché alcune non hanno mai ballato, non hanno mai ascoltato flamenco ... e arriva la maestra che come una pazza chiede loro sempre troppo : controllate la postura ! ascoltate la musica ! mantenete la posizione ! siate più espressive !
E poi bisogna farsi un vestito, con tutto quel che segue ... e bisogna comprare i biglietti per la famiglia, e tocca anche sopportare le compagne che si credono delle ballerine professioniste, e provare, provare, provare ... e quando arrivano i musicisti non si capisce più niente, niente sembra uguale a ciò che era prima, e sul palcoscenico c’è sempre qualcuno che termina il pezzo voltando le spalle al pubblico, o che comunque non “trova” il pubblico da qualsiasi parte si volti ...
Però alla fine applaudono, e quel suono cancella tutte le parole appena scritte ... anche se sono solo i nostri amici, o forse proprio per quella ragione, e così il pubblico completa il compás di tutto il Corso.
Ma io mi chiedo sempre : se non ci fossero gli applausi alla fine, allora il Corso non varrebbe niente ?
Coraggio dunque a tutte le maestre e i maestri, alle allieve e agli allievi che in questo periodo sono immersi nel delirio più totale ... come me ...
(traduzione C.C.)